La storia infinita
Come una metafora, questo giardino crea l’esperienza di un’evoluzione. Sul lotto, cinque muri vengono eretti su un supporto vergine per mostrare i cicli di sviluppo. Dai funghi alle piante pioniere, il visitatore cammina o sosta in questi spazi di mutazione e di decomposizione. L’ultimo stadio ignora i muri, ormai crollati, mentre la vegetazione riprende il controllo di questo nuovo suolo, e all’uscita da queste tappe laboriose si avverte un senso di sollievo.
Il progetto propone una riflessione sulla temporalità del giardino e un’idea sul modo di affrontarne la sistemazione. All’origine c’è dunque una messa in scena di queste tappe, simili a successioni naturali. Ponendosi come “acceleratori di processi”, i progettisti propongono metodi di amplificazione che danno vita a un’esperienza il cui obiettivo è sintetizzare e ripensare il ciclo di vita del vegetale attraverso una storia o una situazione forestale quotidiana, che potrebbe essere vissuta da qualsiasi passante in qualsiasi bosco.
Dal supporto vergine ai germogli pionieri, il progetto invita a integrare una nuova temporalità ciclica nell’arte del giardino: una storia senza fine.
- Ruolo UOTNI
- Progettazione tecnica e realizzazione
- Committente
- Les Jardins de Métis
- Progettisti
- atelier eem + Estelle Nicod + Héloïse Blanzat
- Anno
- 2012–2016
- Luogo
- Grand-Métis (Québec) G0J 1Z0
- Realizzazione
- Progettazione tecnica, fabbricazione e installazione atelier eem + UOTNI (Marc Blume)
- Fotografia
- © atelier eem







Fotografia : © atelier eem